L'attualità di Teresa

Chi conosce il temperamento attivo della santa, il suo umorismo, la sua capacità di sintonizzarsi con le persone più diverse per cultura e carattere, la sua attitudine creativa e organizzativa, si guarda bene dal classificarle tra le lontane isole dell’oceano umano. La sua personalità acquisterà allora dimensioni gigantesche, insospettate. Influirà su migliaia di persone di ogni classe, che seguiranno fedelmente le sue orme. Ballestrer M., Iniziazione alla meditazione profonda, Edizioni Messaggero

Chi siamo


Siamo Carmelitani Scalzi Secolari, della fraternità dei SS. Teresa e Giuseppe di Napoli, figli spirituali di Teresa di Gesù, la santa di Avila che nel 1562 riformò l'Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo. Apparteniamo alla grande famiglia carmelitana che vive e diffonde il carisma teresiano nel mondo, attraverso l'apostolato dei frati, la preghiera delle claustrali e la testimonianza di noi secolari.
Come si vive il carisma teresiano in famiglia, nel lavoro, nella parrocchia e fra gli amici ?
Vorremmo spiegarlo attraverso questo blog, cercando di mostrarvi il volto positivo del "laico": colui che incontra Dio nei gesti più semplici e in ogni evento della vita. La spiritualità di S. Teresa ci offre gli strumenti per realizzare in pieno la nostra identità di uomini, donne e ,soprattutto, di cristiani nel mondo di oggi.

Vi illustreremo anche tutte le altre figure che nel Carmelo hanno incarnato la spiritualità di Teresa d'Avila, la Andariega de Dios (la vagabonda di Dio) e trasmesso il suo ideale di orazione: “tratar de amistad estando muchas veces tratando a solas con quien sabemos nos ama” (letteralmente: un intrattenersi in amicizia molte volte, da solo a Solo, con Chi sappiamo ci ama).

Lo facciamo perché crediamo sia importante condividere con gli altri quanto abbiamo ricevuto e riceviamo dalla nostra appartenenza al Carmelo.




UNA VOCAZIONE 
Noi carmelitani siamo chiamati a vivere e a testimoniare l’intimità con Dio, attraverso la preghiera contemplativa e l’apostolato, ma anche attraverso lo studio e l’approfondimento delle radici della spiritualità a cui siamo stati chiamati da Gesù. L’Ordine secolare è tale per vocazione, come gli altri due rami della famiglia Carmelitana: i frati e le monache di clausura. Siamo “partecipi dello stesso carisma”, come affermava p. Anastasio del SS. Rosario. Siamo la terza anima del Carmelo, quella chiamata a essere il “luogo di mediazione spirituale”, cioé chiamata a testimoniare, nella famiglia e nella società, la certezza di un rapporto a tu per tu col Cristo, anche in un mondo come il nostro, che come ha detto il Santo Padre nel Congresso di  Verona “si presenta a noi come un terreno profondamente bisognoso e al contempo molto favorevole per una tale testimonianza”.
é una grande una responsabilità. Lo sottolineò p. Aloysius Deeney, delegato generale Ocds: “Essere carmelitani non è un passatempo spirituale”. Non si entra in una Fraternità per bisogno di compagnia e neppure per recitare preghiere in compagnia. Il Carmelo è altro.  Al Carmelo anche i laici sono “chiamati”: a stare con Gesù, a testimoniarLo. Pregare è accoglierLo, come ha fattoMaria. Il carmelitano impara da Lei la contemplazione. Questo fa comprendere meglio come non si possa confondere lo spirito mariano con la devozione a Maria. Perciò occorre una buona formazione. Preghiera, formazione e fraternità sono i tre pilastri su cui far procedere la nostra salita al monte che è Cristo Gesù.
 Quello che si chiede a ciascuno di noi è sì lo stesso impegno di ogni battezzato - aderire al Vangelo. Ma il Carmelo è il modo – scelto da Gesù per noi - con cui accostarci alla Parola: i suoi santi e beati sono i modelli, ciascuno nella propria particolarità. E c’insegnano l’importanza della preghiera nella vita cristiana. Nel simposio del Teresianum sull’Orazione mistica, tenutoi nel 2005, l’indimenticato p. Jesus Cerveira Castellano sottolineò che “tutto avviene al centro del nostro essere, dove c’è la presenza più intima di Dio e dove noi raccolti in noi stessi siamo più consapevoli, nel cuore, nella coscienza e nella libertà”. Pregare per il laico è attingere a una sorgente d’incredibile luce, calore e forza. Lo ha ricordato papa Benedetto a Verona:  “Decisivo il nostro essere uniti a Lui, e quindi tra noi, lo stare con Lui per poter andare nel suo nome”. Diamoci da fare!




La nostra storia in breve

Il gruppo dei laici carmelitani cominciatosi a riunire e a formarsi nel monastero delle carmelitane scalze dei SS. Teresa e Giuseppe ai Ponti Rossi quando ancora era in vita la b. Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso chiese l'erezione canonica il 12 settembre 1950. Negli Acta Ordinis di quell'anno risulta che il Decreto di erezione canonica fu concesso il 18 ottobre 1950 [titolo  "Erectio Tertii Ordinis Saecularis O.N. " a p. 544 c'è la seguente dicitura: Napoli (Italia) dioec. Neapolitan. in Eccl. Monialium O.N.(ai Ponti Rossi)].

Dal  28 marzo 2011 la fraternità ha ripreso ufficialmente la propria attività dopo un periodo d'interruzione, con un gruppo di dieci carmelitani scalzi secolari, alcuni con la promessa definitiva provenienti da Arco Mirelli (proprio come la fondatrice del monastero dei Ponti Rossi) altri in formazione. Oggi la fraternità è cresciuta, orgogliosa della propria storia e tesa a delineare sempre più il profilo del laico carmelitano nella Chiesa e nel mondo del Terzo Millennio. Con il coraggio, la determinazione e l’amore per la verità che il Vangelo e l’eredità teresiana ci hanno impresso nel cuore.

 

Ringraziamo le claustrali che ci ospitano, delle quali avvertiamo il sostegno orante, quanti credono e sostengono il nostro cammino, quanti ci hanno guidato e ci guidano a comprendere che rispondere alla vocazione è accogliere un grande dono che il Signore ci fa, ma che essere un carmelitano non è un privilegio, è un impegno ed una responsabilità, personale ed ecclesiale.



IL NOSTRO LOGO

realizzato da Paolo De Santi ocds



I NOSTRI PATRONI

Oltre alla Santa Madre Teresa (e a Maria a cui l'Ordine è dedicato) sono due le figure che la nostra fraternità sente come guide silenziose: San Giuseppe (altro patrono del monastero e per noi padre spirituale) e la beata Giuseppina di Gesù Crocifisso (nella foto il ritratto che ne ha fatto p. Vincenzo Caiffa), la carmelitana scalza che visse nel monastero che ci ospita e che morì in fama di santità.

Della nostra beata vorremmo imparare a vivere la cura del prossimo che ebbe sia prima di entrare in monastero sia nelle ore trascorse in orazione e in quelle trascorse in parlatorio, per obbedienza, svolgendo il suo apostolato di carità. Alla sua intercessione ci affidiamo quando qualcuno chiede di pregare per qualche intenzione particolare con questa preghiera che recitano anche le sue sorelle claustrali:

O Padre che hai adornato la vita della beata Giuseppina di Gesù Crocifisso con i dolori della Passione del tuo figlio e l'hai trasfigurata con i doni del tuo Spirito rendendola "anello di congiunzione fra Lui e l'umanità sofferente" concedi ti preghiamo che ella sia luce nel nostro cammino di fede, sostegno nella difficoltà della vita e interceda per la grazia che con fiducia ti chiediamo . Amen  (3 Gloria)