Figli della Chiesa

Figlie mie, sappiate che, se tutte le vostre preghiere, tutti i vostri sacrifici, tutte le vostre penitenze, non serviranno per la Chiesa, voi non realizzerete la vostra vocazione

               Teresa di Gesù, Cammino di perfezione 1,5
Il card. Anastasio Ballestrero ocd propose alcune riflessioni sull'Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi pubblicate in "Partecipi dello stessa carisma"  con cui sottolineò  l'ecclesialità  come una caratteristica fondamentale della spiritualità teresiana: C'è proprio questa istanza: "il senso della Chiesa". S. Teresa ha avuto un senso della Chiesa così vivo e acuto che pochi santi la eguagliano. Ha avuto la passione per la Chiesa. Le sue ultime parole le conosciamo tutti:


"Infine, muoio figlia della Chiesa"

ed è anche vissuta da figlia della Chiesa ... E' bello sottolineare che in questa dimensione ecclesiale dell'esperienza e della spiritualità carmelitana riaffiora Maria, Madre della Chiesa.

Anche se non siamo chiamati necessariamente a preghiere e penitenze per la Chiesa come secolari partecipando al carisma teresiano dobbiamo sentire forte questo legame, sentirci parte della Chiesa, al servizio della Chiesa, come e dove il Signore farà capire a ciascuno di noi. Le nostre Costituzioni, all'articolo 3 spiega, infatti, che

I membri dell’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi sono membri della Chiesa, chiamati a vivere “in ossequio di Gesù Cristo”, attraverso “l’amicizia con Colui dal quale sappiamo essere amati”, servendo la Chiesa.  Sotto la protezione di Nostra Signora del Monte Carmelo, e ispirandosi a Santa Teresa di Gesù, a San Giovanni della Croce e alla tradizione biblica del profeta Elia, essi cercano di approfondire gli impegni cristiani ricevuti nel battesimo. 

In particolare, uno dei sussidi offertici dall'Ordine "elementi per il discernimento della vocazione all'ocds" (di p. Aloysius Deeney, Delegato Generale dal 1997 all'aprile 2012) ci descrive il membro dell'ocds "come un membro praticante della Chiesa Cattolica il quale, sotto la protezione di Nostra Signora del Monte Carmelo, e ispirato da santa Teresa di Gesù e san Giovanni della Croce, si prende il suo impegno nei confronti dell’Ordine di cercare il volto di Dio, per il bene della Chiesa e del mondo.  In questa definizione distinguo sei elementi i quali, presi nel loro insieme, sono i fattori che spingono la gente ad avvicinarsi al Carmelo, cercando un’identificazione con l’Ordine in un modo più formale.  

           Membro praticante della Chiesa Cattolica.  Con questo intendo un cattolico romano ma non per il suo riferimento al rito latino bensì riferendomi all’unità della Chiesa sotto l’autorità del Vescovo di Roma, il papa.  La maggioranza dei Cattolici Romani sono di rito latino, ma ci sono altri riti all’interno della Chiesa Cattolica Romana, come i Maroniti, Malabaresi, Melchiti, Ucraini, ecc. e ci sono comunità dell’Ordine Secolare in ciascuno di questi riti.  Le Comunità OCDS del Libano appartengono al rito maronita.  La parola praticante specifica qualcosa circa la persona che può appartenere all’Ordine Secolare. Potrei suggerire come prova del nove della pratica della fede cattolica la capacità di partecipare pienamente all’Eucaristia con piena coscienza. L’Eucaristia è l’apice dell’identità e della fede cattolica. E’ il punto d’incontro tra il cielo e la terra. Così se siamo liberi di partecipare all’apice, certamente dei livelli inferiori di partecipazione sono permessi.  

Per il bene della Chiesa e del mondo. Questa è la vera novità nello sviluppo della comprensione del posto che il Carmelitano Secolare occupa nell’Ordine e nella Chiesa. E’ il risultato dello sviluppo della teologia della Chiesa sul ruolo dei laici nella Chiesa, e dell’applicazione di tale teologia all’Ordine. Cominciando dal documento del Concilio Vaticano II Sull’Apostolato dei Laici, e dalla sua ricezione nel Sinodo sui Laici del 1986, e sulla Vita Consacrata nel 1996 (Christifideles laici e Vita Consecrata), la Chiesa ha costantemente sottolineato la necessità di un impegno maggiore del laicato per le necessità della Chiesa stessa e del mondo. Santa Teresa era convinta che l’unica verifica della preghiera è la crescita della virtù, e che il frutto obbligato di una vera vita di preghiera è la nascita di opere di bene."  
  • Nel documento “Per voi sono nata” che ci guida nella preparazione del V Centenario della nascita di Teresa d’Avila (1515-2015) si legge che : Il carisma di Teresa, la sua esperienza mistica di Cristo, l'ideale contemplativo al servizio della Chiesa, si incarnano visibilmente in quello che Teresa presenterà in seguito come il nostro stile di fraternità e "ricreazione" (F 13,5); un ideale di vita comunitaria configurato da questi tre fattori:

  1. Una comunità che è innanzitutto il "collegio di Cristo" (CE 20,11),  in conformità col modello della Chiesa primitiva più radicale, perché Egli è  presente in mezzo alla comunità (V 32,11), è "il Signore della casa" (C 17,7), colui che “ci riunì qui" (C 1,5; 3,1).
  2.  Una comunità impostata sulle esigenze della stretta uguaglianza e  dell'amore vero (C 4,7; 7.9) e dove tutto obbedisce ad uno stile evangelico  di amore effettivo, gratuito, disinteressato (C 4,11; 6-7; M 5,3,7-12), col lavoro manuale per norma (Cost 28).
  3.  Una comunità umanista, con note tanto peculiari quanto insolite per il suo tempo: la cultura, le virtù umane, la soavità, la prudenza e la discrezione; la semplicità, l'affabilità, l'allegria: "quanto più sante tanto più capaci di conversare" (C 41,7-8).

   Vale la pena di sottolineare qui il parallelismo di questo stile di  vita fraterna con quello che afferma la Vita consecrata sulla "vita fraterna  nell'amore" (VC 42) e la Novo Millennio Ineunte sulla spiritualità di comunione (NMI 439).


I post che troverete che riportano riferimenti al Magistero della Chiesa, a discorsi e udienze del Santo Padre sono pubblicati proprio con questo spirito.



Il Magistero sui laici



Ma è fondamentale tener presente quali sono i documenti della Chiesa che riguardano il ruolo dei laici. Quelli che nella nostra formazione non devono essere trascurati e ai quali spesso è opportuno tornare per comprendere bene la nostra identità.
Cliccando sul titolo del documento si può accedere al testo integrale
















(16 novembre 1964) Sulla Chiesa


(18 novembre 1965). Sull'apostolato dei laici



(30 dicembre 1988). Vocazione e missione dei laici nella chiesa e nel mondo