21 maggio 2018

Solennità di Maria, madre della Chiesa

Come avete già letto nel post di sabato scorso, per volontà del Santo Padre Francesco, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, con Decreto in data 11 febbraio 2018 (Prot. N. 10/18), ha iscritto nel Calendario romano generale, il lunedì dopo Pentecoste, la celebrazione di Maria Madre della Chiesa con il grado di memoria. Varia anche la Liturgia delle Ore: clicca qui per scaricare il testo

La via di Maria - 21

Santuario di Maria Madre della Chiesa - Jaddico (Brindisi)
Riflettendo sulla vita di Maria, troviamo che Iddio Le era presente in triplice modo: presente per la sua immensità, come lo è in tutte le creature primieramente; presente con la sua grazia, dimorando in lei come ospite divino, dal momento della Sua Immacolata Concezione, ed in fine Egli le era presente come Dio-Incarnato, perché la Parola, il Verbo, diventò Carne in Maria.
Maria comprese perfettamente questi tre modi di Divina Presenza, senza alcun dubbio, era Essa una vera contemplativa, la Vergine della profonda riflessione, assorta ogni istante in adorazione divina. Di conseguenza evitando ogni perdita di tempo in frivoli discorsi, Essa non andava soggetta ai tristi effetti del peccato originale, d’ignoranze, di distrazione e vane curiosità.
Se San Paolo della Croce poteva dire di essere sempre assorto in Dio, quanto più Maria, che più d’ogni altra creatura, era con lui più intimamente unita.                 
p. Lorenzo van den Eerenbeemt

20 maggio 2018

La via di Maria - 20

La presenza materna di Maria tra gli Apostoli era per loro memo­ria di Cristo: i suoi occhi portavano impresso il volto del Salvato­re; il suo cuore immacolato ne custodiva i misteri, dall'Annuncia­zione alla Risurrezione e Ascensione al Cielo, attraverso la vita pubblica, la passione e la morte. 
In questo senso si può dire che nel Cenacolo è nata la preghiera del Rosario, perché là i primi cristiani hanno incominciato a con­templare con Maria il volto di Cristo, ricordando i vari momenti della sua vicenda terrena. 
Possa il Rosario essere sempre più riscoperto e valorizzato quale preghiera cristologica e contemplativa.         
S. Giovanni Paolo II

19 maggio 2018

Prima festa di Maria madre della Chiesa a Jaddico

Qui su la pagina della Gazzetta del Mezzogiorno dedicata a santuario più suggestivo della nostra provincia carmelitana, una vera oasi : il santuario mariano di Jaddico intitolato alla Vergine Maria Madre della Chiesa la cui memoria liturgica sarà celebrata  lunedì prossimo.
E' il primo anno che  la Chiesa celebrerà solennemente  "Maria Madre della Chiesa", festività entrata nel Calendario romano lo scorso febbraio. E, come stabilito da papa Francesco, sarà celebrata ogni anno in modo obbligatorio nel Lunedì dopo Pentecoste.  Era stato comunque il beato papa Paolo VI, il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, a dichiarare la Vergine «Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano.
E san Giovanni Paolo II nel 1980 –inserì nelle Litanie Lauretane la venerazione della Madonna  come Madre della Chiesa.
E dato che già nel Cenacolo Maria ha iniziato la propria missione materna pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (vedi foto di una delle vetrate del Santuario), il Papa ha voluto sottolineare questo aspetto di maternità e comunione che dovrebbe essere sempre il solo volto della Chiesa universale.





Ai carmelitani scalzi custodi del Santuario è affidata anche la direzione spirituale dei pellegrini. Priore del Santuario è p. Enzo Caiffa ocd. Recentemente tutto il complesso è stato rinnovato, con ampi spazi nel verde dedicati alla sosta, alla meditazione.
Per la descrizione del santuario e della Casa di spiritualità per i pellegrini clicca qui

La via di Maria - 19

Madre mia, amatissima, / a te il Signore ha affidato i misteri del Regno,
sei madre del suo mistico corpo.
Il tuo sguardo abbraccia tutti i tempi, / tu conosci ogni membro
e i suoi compiti mentre lo guidi.
Ti ringrazio d’avermi chiamata / ancor prima di sapere che da te / viene la vocazione religiosa.
Che cosa sarà di me? Non lo so.
Ma considero una grazia grande / e non meritata d’avermi eletta
a essere tuo strumento.
Vorrei abbandonarmi, docilmente, / nelle tue mani, / come attrezzo obbediente.
Confido in te. / Sei tu che renderai utile l’ottuso strumento. 

s. Teresa Benedetta della Croce