19 febbraio 2018

Lettura del Vangelo di Marco - Il servizio e la preghiera


Dopo aver partecipato alla celebrazione del sabato nella sinagoga e aver fatto la sua prima guarigione, Gesù entra in casa di Simon Pietro.  

LEGGIAMO:

In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga, si recò subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. 
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 
Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. 
Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». 
Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. Mc 1,29-39.

Sembra scritta quasi a margine del racconto la guarigione della suocera di Pietro, eppure ha un significato importante.
Chi è malato non è capace di stare in piedi, ha bisogno di essere servito. L'incontro con Gesù libera la donna da questa condizione e le ridona la capacità di prodigarsi per gli altri.  Chi ama serve, serve gratuitamente, serve continuamente, serve tutti indistintamente. La suocera di Pietro ci rappresenta: incapaci di servire, costretti a farci servire o a servirci degli altri. Il contatto con Gesù ci rende come lui, che è venuto per servire. Ci insegna a donare con gioia e gratuità.
Quando comincia ad imbrunire, il pomeriggio, terminato il sabato, quando spunta nel cielo la prima stella, Gesù accoglie e guarisce i malati. Sembrerebbe un'attività senza sosta perché solo poco prima che sorgesse il sole Gesù si allontana e prega il Padre. La giornata tipo di Gesù si conclude con una preghiera, che dà inizio alla nuova attività. Per lui la contemplazione è insieme termine e sorgente dell'azione. 

13 febbraio 2018

Cominciamo il nostro cammino di conversione

Per questo tempo di Quaresima (14 febbraio - 29 marzo) che sta per cominciare invitiamo a leggere e meditare:

  •  il messaggio del santo Padre (clicca qui)
  • i commenti inseriti in questo sussidio (clicca qui)
  • gli insegnamenti di fra Lorenzo della Risurrezione (il frate carmelitano che ha vissuto la parte essenziale della sua vita nel convento dei carmelitani scalzi di Parigi, scoprendo e insegnando umilmente ciò che verrà chiamata “la pratica della presenza di Dio”). Le meditazioni settimanali possono essere richiesta a www.esercizi-online.karmel.at.

12 febbraio 2018


Marco descrive ora una giornata-tipo di Gesù che ormai da Nazaret si è trasferito a Cafarnao dove abitano Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. Di sabato va per la preghiera comunitaria alla sinagoga e qui libera un ossesso manifestando il suo potere divino e la liberazione della terra dal principe di questo mondo, per far posto alla signoria di Dio.

LEGGIAMO:
21Giunsero a Cafàrnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Sono due gli aspetti che devono farci riflettere:
1) Tutti notano che il modo di porsi di Gesù quando insegna non ha arroganza, ma autorevolezza. Le sue parole non si nutrono di citazioni, ma interpellano, mettono in discussione.  La sua parola ha le radici nel cuore.
2)Effetto di ciò è far venire alla luce le ipocrisie, il male. Ecco che proprio nella sinagoga un uomo, posseduto da uno spirito impuro (confuso fra le gente), esce allo scoperto, si sente scoperto e protesta contro Gesù.
3) l'evangelizza parla di "spirito impuro" sottolineando proprio che è Gesù a ridonare la purezza al cuore dell'uomo.
Gesù restituisce le persone a se stesse. Restituisce la coscienza e la libertà.

05 febbraio 2018

Lettura del Vangelo di Marco - La chiamata degli apostoli

Siamo arrivati a un momento importante, Gesù è arrivato sulle sponde del lago di Tiberiade, che Marco definisce "Mare di Galilea". Non è un luogo casualmente scelto. E' la via del Mare (dalla Siria al Mediterraneo), un crocevia di incontri. Alcuni  sottolineano che mentre Giovanni predicava nel deserto, Gesù "si butta nella mischia". Qui incontra quattro uomini, due coppie di fratelli. Sono pescatori

LEGGIAMO

16 E mentre camminava lungo il mare di Galilea vide Simone e Andrea suo fratello che gettavano le reti in mare, perché erano pescatori.
17E Gesù disse loro: Seguitemi, io vi farò pescatori di uomini. Ed essi, lasciate all’istante le reti, lo seguirono. 18 E avanzatosi un poco vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, anch’essi nella barca a rassettare le reti. 19Subito li chiamò ed essi, lasciando il loro padre Zebedeo nella barca coi garzoni, lo seguirono.

Gesù raggiunge l'uomo e non lo cerca nel tempio; lo chiama nella sua quotidianità. Gesù. infatti, va a cercare Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni, mentre sono intenti a gettare e rassettare le reti. Li vede e li invita a seguirlo, poi prospetta loro uno scopo: diventare pescatore di uomini; gettare le  reti, cioè, per avvicinare gli uomini. 
Questi pescatori  hanno il coraggio di lasciare quello che facevano,i propri familiari per seguire Gesù.  "La loro vita diventerà un'avventura straordinaria e affascinante" (Papa Francesco)
C'è una bellissima lectio dei carmelitani (o.carm) che sottolinea la scelta della coppia di fratelli.
"Non si va da soli in questa nuova avventura. I legami non si rompono. I fratelli diventano più fratelli, condivideranno ancora l'esistenza amara del guadagnarsi il pane, non più cercando per sé ma donando ad altri".
La chiamata di questi primi 4 apostoli è l'immagine della nostra vocazione: non c'è vocazione senza l'incontro con Gesù, senza il suo sguardo posato su di noi, sulla nostra identità, sulla nostra vita personale.

29 gennaio 2018

Lettura del Vangelo di Marco - La predicazione

Dopo il lungo periodo trascorso nel deserto Gesù comincia a predicare, recandosi in Galilea, annunciando che il Regno di Dio è vicino e che occorre convertirsi e credere al Vangelo.  

LEGGIAMO

[14]Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: [15] «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».


Giovanni Battista è scomparso dalla scena, ma è proprio Gesù che prosegue e sviluppa la missione di salvezza. Dalla Giudea Gesù si sposta in Galilea, una terra che si stende fra il Monte Carmelo e le grandi montagne dell'Ermon, vicino al lago di Tiberiade.

Anche Gesù assume la responsabilità della missione. L'invito della "Voce che grida nel deserto" passa alla Parola di Dio. Gesù non parla di peccato, ma invita alla conversione in altro modo. Lo mette in risalto Marco: Gesù predica il "vangelo di Dio". L'evangelista ne parla solo qui in questi termini. 

 Il versetto 15 richiama alla mente quanto scrisse san Paolo ai Galati ("Quando venne la pienezza dei tempi Dio mandò suo figlio..."); quindi  se Gesù dice il tempo è compiuto, siamo proprio nella pienezza del tempo. Quel tempo in cui potrà esprimersi la grazia e la missione di Cristo. Non ci sarà un altro tempo in cui ci si potrà salvare. E' un versetto molto importante, che nella traduzione perde la ricchezza del messaggio. vediamo ancora di più nel dettaglio:

Il tempo è compiuto;  il tempo di cui parla Gesù non è un succedersi di istanti, ma è la pienezza dell'esistenza; è il momento favorevole. 

"Il Regno di Dio è vicino" vuol dire che si è fatto vicino all'uomo e con Gesù avrà la sua compiutezza. La sua vicinanza diventerà presenza attuale,  quando l’uomo, accogliendo l’invito di Gesù avrà realizzato in sé le condizioni necessarie per entrarvi. Il Regno, infatti,  è una realtà che  bisogna accogliere. Gesù non viene ad imporlo. Pone solo una condizione: per appartenere a quel Regno bisogna convertirsi e credere al Vangelo.

Convertitevi. E' un cambio di prospettiva di pensiero (almeno così si traduce dal greco), ma secondo la lingua ebrea può essere tradotta come "ritornate a Dio". Proviamo a capire come. Chiediamoci: A che cosa sono rivolti i miei pensieri? C'è ordine nella mia vita? DI chi mi fido? A chi appartiene il mio cuore? 

Credete,  fondandovi sul Vangelo. Costruite la vostra casa sulla roccia del Vangelo. Cambiare mentalità certamente non è facile, ma solo così si può comprendere la novità del Vangelo e il fatto che è un progetto che coinvolge proprio ciascuno di noi.